delirio prenatalizio

Standard

Mi annoio.

Ma mi annoio proprio tanto..

E quindi, dopo aver guardato un film di quattro ore di cui ho capito meno della metà, dopo aver contato quanti libri ci sono nella mia libreria e dopo aver scoperto che il mio computer si rifiuta di collegarsi a internet (disperazioneee!!!), ho deciso di scrivere questo post demenziale, che, se avrò il coraggio, verrà pubblicato solo quando il mio computer si degnerà di funzionare.

Quindi.. vi avverto: se vi aspettate qualcosa di intelligente e sensato, NON leggete questo post perchè rimarrete delusissimi..

Molti si potranno chiedere perchè scrivo e non esco di casa per rimediare alla noia mortale, bhe la risposta è semplice: perchè ogni mio respiro è un concentrato di aloe e spray per la gola e persino il mio vicino si lamenta dei miei starnuti!! insomma sono ancora in preda al raffreddore, e la cosa peggiore è che mancano solo cinque giorni a natale (panicooooo).. Il vero problema è che devo ancora comprare centinaia di regali e il mio portafogli è vuoto, arido, desolato.. aiutoo!!

A chiunque abbia avuto il coraggio di andare avanti a leggere questo mio delirio prenatalizo chiedo: “avete idee per regali costo zero??”  Salvatemi da questo dilemma..

Comunque: Buone Vacanze a tutti!!!

parliamo e apriamo gli occhi

Standard

Sommersa da fazzoletti e spray per la gola, vittima di un raffredore tremendo, mi ritrovo sotto le coperte a scrivere tra uno starnuto e l’altro.. un sabato sera da sballo vero?

In questi ultimi giorni vissuti a letto tra una medicina e l’altra, ho ripensato all’autogestione che, da lunedì a mercoledì, c’è stata al Volta (liceo scientifico di milano, la mia scuola).. Sono stati tre giorni stupendi in cui ho imparato molte cose e ho visto la scuola sotto un altro punto di vista: non solo come una prigione dove ogni giorno c’è una verifica o un’interrogazione da superare, ma come un luogo pieno di gente con cui confrontarsi e dove si possono sempre conoscere nuove persone e nuovi punti di vista. E’ questo che ha reso l’autogestione così bella: il dialogo, l’interesse di sentire le opinioni di chi ti circonda e la voglia di confrontarsi e discutere.

Ogni giorno cominciava con una riunione in palestra a cui partecipavano tutti gli studenti, e dove veniveno discussi e risolti preblemi, dove ogniuno aveva la possibilità di proporre iniziative o dare consigli in generale. Durante la mattinata si tenevano diversi gruppi di discussione in cui si parlava e si sentiva l’opinione di esperti riguardo ad argomenti di attualità importanti e su cui vale la pena di fermarsi a riflettere. Nell’arco dei tre giorni si sono affrontati principalmente politica, società ed economia, e gni giorno io posso dire di avere inparato qualcosa di nuovo. Per questo credo che esperienzee come questa siano positive, perchè servono a sensibilizzare studenti che spesso vengono ritenuti addormentati e disinteressati. E’ attraverso il dialogo che ci si creano opinioni proprie e si impara a non dare per buono quello che viene detto in televisione.. questo è importantissimo, perchè nella vita è fondamentale pensare con la propria testa.

Il disarmo mondiale è l’unica speranza

Standard

Nell’attesa che il mondo cambi il proprio modo di pensare e capisca che la pace è l’unico giusto percorso, bisogna togliere gli strumenti per fare la guerra. Questo è il significato del disarmo mondiale.  Se ciò non avverrà, guerra dopo guerra, arriveremo a distruggere il mondo. Con il progredire della scienza infatti, ogni paese cerca di creare l’arma più letale per avere maggior potere, a danno dei civili, che molto spesso sono le principali vittime, e del pianeta che viene così distrutto. Hiroshima, colpita dalla bomba atomica lanciata dagli stati uniti, contò quasi 200000 morti. Questo evento drammatico è il risultato della lotta tra stati uniti e germania, tutte due impegnate nella ricerca dell’arma nucleare peggiore. Purtroppo questo è solo un esempio tra tanti di guerre a danno di innocenti costretti a subire violenze e ingiustizie. La guerra si basa sempre su principi sbagliati, i motivi che spingono paesi a combattere, non sono mai ne giusti ne giustificabili; che siano economici, di potere, etnici o religiosi. Nessuna guerra infatti mette fine alla violenza e causa invece altri conflitti. Nessuna guerra raggiunge lo scopo per cui è stata dichiarata e troppo spesso muoiono centinaia di innocenti in lunghe lotte scatenate dalla sete di potere. Ne è un esempio la guerra in iraq, dal 2003 al 2010, dichiarata dagli stati uniti con l’accusa a Saddam Hussein di aver costruito una nuova arma chimica di distruzione. Non era vero: i reali motivi erano politicdi ed economici. durante le guerre poi la violenza arriva a livelli inaccettabili, con piena violazione dei diritti umani. Questo perchè in guerra nessuno si sente in dovere di controllare il proprio lato umano, e così i più deboli, sono costretti a subire abusi e torti terribili. La guerra è quindi sbagliata per come viene combattuta, per i motivi per cui si scatena, e perchè non rispetta la vita. Niente può giustificare le ingiustizie e le morti ed è per questo che nell’attesa che l’uomo abbandoni uno dei pensieri più antichi, cioè quello di combattere e distruggere, l’unica soluzione, è il disarmo, togliendo così le armi per combattere e fare del male.

Autogestione

Standard

Autogestione, in questi giorni se ne parla molto.. i prof si lamentano dei giorni saltati e delle lezioni rimandate, gli studenti la organizzano, i genitori fanno mille domande ai figli.. ma  tutti sanno cosa significa la parola autogestione? Molti la vedono come una forma di protesta confondendola con l’occupazione, ma in realtà significa utilizzare giorni di scuola, sospendendo le lezioni, per dedicare tempo al confronto e alle discussioni. Quella che ci sarà a dicembre sarà un’autogestione dedicata a creare gruppi in cui parlare e confrontarsi su tutto ciò che di importante accade nel mondo e a cui bisogna dedicare tempo per riflettere. Per quanto mi riguarda penso che sia un buon metodo per sensibilizzare gli studenti alla vita che li circonda, ma penso anche che il più delle volte venga fraintesa.. molti ragazzi pensano infatti che sia solo un modo per saltare le lezioni e non riescono a sfruttare quei giorni per imparare qualcosa di nuovo e partecipare in prima persona per crearsi una propria opinione . Questo non riguarda solo l’autogestione ma anche tutte le manifestazioni, l’occupazione ecc. penso infatti che sia giusto informarsi e protestare o discutere, ma non senza credere veramente in ciò che si fa. Troppe volte sento di gente che manifesta solo per saltare verifiche o interrogazioni senza neanche sapere il motivo per qui urla in strada o porta striscioni.. la cosa più importante è avare idee e scegliere con la propria testa, senza seguire solo quello che dicono gli altri.

il mio salvagente preferito

Standard

Ci sono cose che ci smuovono dentro, per alcuni può essere un film, per altri un libro, una canzone o magari una torta al cioccolato. A me capita con la musica, è come se fossi a casa, senza una colonna sonora tutta mia non riuscirei a sopravvivere.. Ci sono quelle canzoni che ti fanno venire voglia di urlare e cantare fino a rimanere senza voce, altre ti fanno apprezzare di più cosa e chi ti circonda. Ogni cosa che valga la pena di essere ricordata ha una canzone tutta sua: a volte senza neanche accorgermene associo d’istinto persone o giornate a cantanti e musica, così quando poi le ascolto mi capita di scoppiare a ridere o di diventare di colpo triste per la nostalgia.. quelle canzoni mi riportano immagini e ricordi dimenticati. Quando capita non è più solo ascoltare musica, ma è più come seguire il filo dei ricordi. l’ipod però non è solo la chiave della mia memoria, è anche un modo come tanti altri di scappare dalla noia ,che a volte sembra ovunque, o dalla paura di affrontare cose che si preferirebbe di gran lunga rinviare per sempre.

I n ogni caso però è sempre il salvagente che mi aiuta a rimanere a galla e senza il quale a volte affonderei.

Immagino che..

Standard

Oggi piove, non quella pioggerella fine fine, ma un vero e proprio acquazzone. E’ domenica pomeriggio, e io me ne sto a letto sdraiata al caldo, musica e pioggia contro i vetri sono la mia colonna sonora. Per le vie di milano non si aggira che qualche ombrello solitario e impavido, affrontando il gelo e la pioggia. Lascio che la tormenta fuori dalla finestra non porti via solo la sporcizia ma anche tutte le preoccupazioni, le delusioni, le fatiche della settimana.. mi lascio trasportare della cascata di pioggia e di note intorno a me, immagino..

di trovarmi in una baita di montagna, fuori nevica, un caldo accogliente avvolge tutti gli sciatori, che, sorrisi stampati su guance arrossate dal freddo, si godono le vacanze insieme, felici delle loro avventure sulla neve. Un profumo irresistibile di cioccolata calda porta il buon umore, mentre fuori le piste e le seggiovie si coprono di bianco.

Immagino..

di correre a perdifiato sotto la pioggia, sempre più fradicia e immersa in quella libertà. Corro, inseguita dal vento e dalla pioggia, tra i vicoli stretti di un paese, il mare in tempesta, le onde così alte da superare l’orizzonte e arrivare a toccare le nuvole già grondanti pioggia.

Immagino..

di essere sdraiata sotto un’immensa quercia, al tepore del sole pomeridiano filtrato dalle mille foglie appese lungo gli immensi rami, protetta e sicura sotto quel soffitto verde, lascio che il mio sguardo si perda oltre i campi oltre tutto.. i miei pensieri si muovono lenti come il vento caldo che soffia tra i capelli, attraversando quei prati immensi e quei mille fiori come una grande carezza invisibile..

Riapro gli occhi, le immagini ancora fresche si dissolvono alla luce della lampada sul comodino, fuori ormai è buio ma l’acqua ancora non ha smesso di lottare contro le finestre. La mia camera è immersa nella dolce musica di bruno mars:

Cause there’ll be no sunligh

if i lose you, baby

there’ll be no clear skies

if i lose you baby

just like the clouds

my eyes will do the same if you walk away

everyday, it’ll rain, rain, rain

                  …

Mi sgranchisco le gambe, torno a camminare nella realtà e con in sospiro soffio via anche gli ultimi pensieri rimasti impigliati nella mente.

persa nel bianco

Standard

In quei giorni in cui il foglio bianco, che sia quello del computer o del quaderno, sembra uno spazio infinito e impossibile da riempire, il bianco fa paura perchè è troppo grande: ti sovrasta.

Questo bellissimo pensiero non è mio ma di Alessandro D’Avenia autore di “Bianca come il latte rossa come il sangue” un libro capace di respingere il terrore per il bianco.  Io questo libro l’ho letto quando mi sentivo persa, sommersa da troppe parole utili solo a riempire la bocca. Stavo annegando in un mondo troppo superficiale, in cui è difficile capire cosa è imoportante e cosa non lo è. Sono state le parole a confondermi: quelle di chi si ferma a capirne il significato ma non le sa usare come tali, quelle ridacchiate in televisione, quelle sputate dai politici..

E’ una cosa difficile da spiegare quanto lo è da capire: “tutto rimane invisibile senza le parole adeguate”. Comunque se le parole sono state le colpevoli del mio smarrimento, sono state anche le mie salvatrici: quelle stampate nel libro di D’Avenia sono state le frasi che ho amato.

Sono stati quei pensieri intrappolati in nero tra le righe di un romanzo di sole duecentocinquanta pagine a salvarmi, facendomi capire che non ero sola e che essere sperduti a volte è il primo passo per trovare la strada giusta da seguire.

A tutti capita di sentirsi persi in qualcosa di immenso, per alcuni il lavoro, per altri il mondo stesso, ma tutti hanno o cercano una soluzione, una chiave che apra la porta della sicurezza, della tranquillità, delle cose certe.. per me questa chiave e fatta dalle frasi giuste nel libro giusto: e sono salva.